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Linee guida per la redazione della tesi di laurea

LINEE GUIDA PER LA REDAZIONE DELLA TESI DI LAUREA                                        Versione stampabile

Le presenti linee guida intendono fornite ai laureandi delle indicazioni di massima, e soprattutto delle note “tecniche”, che si ritengono utili durante tutto il processo di redazione di una tesi. Queste sono valide sia per le lauree triennali che per quelle magistrali (laddove vi siano delle indicazioni specifiche per l’una o per l’altra, queste sono chiaramente evidenziate nel testo). Si ricorda, infine, che queste linee guida non hanno carattere prescrittivo e non sostituiscono indicazioni specifiche riguardo i contenuti e la struttura del lavoro di tesi che verranno fornite dai singoli relatori.

Indicazioni preliminari

La stesura della tesi è un processo che richiede diversi passaggi. La tesi di laurea va richiesta al docente almeno 4 mesi prima della seduta per la laurea triennale e almeno 5 mesi prima della stesura per la laurea magistrale.   È bene, dunque, concordare per tempo un argomento di tesi con il relatore che guiderà lo studente nella ricerca bibliografica e nella stesura dell’elaborato


Fasi di stesura della tesi di laurea

1. Raccolta e studio del materiale bibliografico

Questa fase preliminare di ricerca e studio è tra le più importanti. Le fonti bibliografiche dovranno essere costituite da libri e riviste scientifiche. Per la ricerca del materiale bibliografico, servitevi in primo luogo del catalogo del Sistema Bibliotecario di Ateneo, accedendovi dal Portale UNIBA, nonché del catalogo nazionale dei periodici ACNP; per i libri non reperibili presso le Biblioteche di Ateneo, servitevi del catalogo nazionale OPAC SBN. Attraverso tali strumenti di ricerca sarete in grado risalire alla collocazione dei libri e delle riviste nelle diverse biblioteche, trovando altresì informazioni sulle stesse (indirizzo, orari di apertura, modalità di accesso, contatti, ecc.).

Quotidiani ed altre riviste possono essere utilizzati come fonte di informazione sui “fatti”, o testimonianza delle “opinioni” di attori rilevanti per la ricerca, ma non possono essere considerate alla stregua di pubblicazioni di carattere scientifico.

Testi presenti su internet possono essere utilizzati solo se contenuti in pubblicazioni di carattere scientifico o su siti istituzionali e dotati di autore, titolo, anno di pubblicazione. Non sono da considerarsi fonti scientifiche: Wikipedia, blog, social network, siti di carattere commerciale (ivi compresi i siti degli studi legali). 

2. Criteri grafici e lunghezza

Si raccomanda di utilizzare la seguente formattazione del testo:

  • Formato: 29x21 cm (A4)
  • Carattere: Calibri 12 (14 per i titoli);
  • Dimensione: 12
  • Interlinea: 1,5
  • Margine destro: 3
  • Margine sinistro: 4,5 (compresa la rilegatura)
  • Margine superiore e inferiore: 4
  • Spaziatura paragrafo: nessuna spaziatura, tab a inizio paragrafo

 

Oltre all’applicazione di queste opzioni di formattazione, si raccomanda la stampa su entrambi i lati del foglio (stampa fronte retro).

Tutte le pagine devono essere numerate.

Si raccomanda, inoltre, di tener presenti i seguenti limiti di lunghezza:

  • da 10 a 25 pagine per le tesi dei corsi di laurea triennale;
  • da 80 a 150 pagine per le tesi dei corsi di laurea magistrale.

 

3. Stesura dell'indice

L'indice deve riflettere i passaggi logici attraverso cui si articola l'elaborato. Il numero di capitoli e paragrafi, o la presenza di eventuali sotto-paragrafi, è a discrezione del laureando purché la struttura complessiva dell’elaborato risulti equilibrata. La struttura definitiva della tesi deve riflettere indicativamente il seguente modello (ben inteso che per le tesi di laurea triennale la struttura della tesi è necessariamente più snella):

  • Indice (con l’indicazione delle pagine)
  • Introduzione
  • Cap. I, II, III, ..., XLVIII (oppure 1, 2, 3, ..., 48)
  • Conclusioni
  • Appendice (eventuale)
  • Bibliografia (vedi punto 7)

 

Le tesi in discipline economiche possono, in alternativa all’introduzione e su indicazione del relatore, contenere un capitolo di “Sintesi dell’elaborato” in cui riassumere il motivo della scelta dell’argomento, i contenuti del lavoro, i risultati raggiunti e le principali conclusioni.

 

4. Stesura dei diversi capitoli

Salvo diverse indicazioni che potranno essere fornite dai relatori per le tesi di laurea triennale, la stesura di ogni parte dell'elaborato finale della laurea magistrale deve essere concordata con il relatore, che correggerà le diverse parti che di volta in volta saranno consegnate (in forma cartacea o in formato elettronico, a seconda di quanto richiesto dal docente). I titoli (obbligatori) dei capitoli e dei paragrafi dovranno essere chiari e sintetici, ordinati secondo un criterio di progressione numerica.

In generale si ricorda che la tesi è un elaborato che deve possedere rigore scientifico e dimostrare la maturità del laureando; va pertanto evitato un linguaggio approssimativo, impreciso, generico. Ogni affermazione o valutazione che non sia strettamente personale va corredata dal riferimento alla fonte (vedi punto 6 sulle citazioni in corpo testo).

Le fonti possono essere citate indirettamente, parafrasando o riassumendo il pensiero altrui, o direttamente. In particolare, le citazioni brevi di parole o frasi altrui vanno racchiuse tra virgolette alte (“...”) o caporali («...»), le citazioni di brani eccedenti le 40 parole devono essere staccate dal corpo principale del testo (con un rigo bianco) e formattate con un carattere più piccolo, secondo il sistema delle cosiddette “citazioni a finestra”.

La ricchezza, la precisione e la pertinenza dei riferimenti è un importante criterio di valutazione dell’elaborato.

 

Le note vanno inserite a piè di pagina e con numeri arabi (1, 2, 3, ecc.); devono essere utilizzate limitatamente e per fornire informazioni ulteriori non direttamente collegate con il discorso principale.

I testi normativi e le sentenze possono essere riportati in vari modi: si rinvia sul punto ai criteri  riguardanti le tesi giuridiche.

 

Altre indicazioni redazionali

  • Dopo ogni segno d’interpunzione (tranne le parentesi e le virgolette) ci vuole sempre uno spazio (es.: p. 23 e ss.; art. 10 Cost.; P. P. Pasolini).
  • Le sigle in italiano hanno soltanto la prima lettera in maiuscolo (Onu), in inglese tutte (WTO); i mesi in minuscolo, i decenni in maiuscolo (l. 26 settembre 1988, n. 488; gli anni Settanta).
  • Le parole e le espressioni non italiane vanno in corsivo (es. peace-keeping, in primis etc., ), tranne quelle “adottate”: film, computer, etc.
  • Tabelle e grafici vanno numerati progressivamente, con un titolo, e la fonte da cui i dati sono tratti a piede della tabella o del grafico.
  • Figure e tabelle devono essere richiamate almeno una volta nel testo e vanno inserite appena subito dopo il capoverso in cui vengono citate per la prima volta

5. Stesura introduzione e conclusioni

Sia l’introduzione sia le conclusioni devono avere una lunghezza complessivamente compresa tra le 5 e le 15 pagine per le tesi magistrali, tra le 3 e le 7 per le tesi triennali e contenere un accurato riassunto della tesi, con puntuali riferimenti (nel testo) ai capitoli e/o ai diversi paragrafi.

L'introduzione serve a presentare il lavoro di tesi, la conclusione a “tirare le somme” dei risultati raggiunti, ivi comprese le considerazioni critiche del laureando (purché debitamente argomentate) sull'oggetto dell'elaborato.

6. Citazioni in corpo testo

I riferimenti alle opere menzionate nel testo dovranno essere effettuati secondo uno dei due seguenti stili, da concordare con il relatore:

  1. Sistema autore/data: tra parentesi tonde secondo il sistema “autore/data”, ordinati cronologicamente e, nel caso in cui due o più lavori siano stati pubblicati il medesimo anno, alfabeticamente, es.: (E. H. Sutherland, D.R. Cressey, 1924; E. H. Sutherland, 1945; M. Foucault, 1975; U. Beck, 1994). Le lettere a, b, c, andranno utilizzate per distinguere le citazioni di lavori differenti di un medesimo autore pubblicati nel corso dello stesso anno (M. Foucault, 2004a, 2004b). In caso di curatele far seguire la dizione “a cura di” al nome del curatore, es.: (A. Hirsch, D. Garland, A. Wakefield, a cura di, 2000). Nel caso in cui si debba fare riferimento ad un lavoro pubblicato o curato da più di tre autori, far seguire la dizione “et al.” al nome del primo autore/curatore.
  2. Sistema delle note: Le note vanno a fondo pagina, in corpo minore rispetto al testo, numerate con numeri arabi progressivi. Si raccomanda un attento controllo della corrispondenza della numerazione delle note con i rinvii indicati a esponente nel testo, sempre con numeri arabi e senza parentesi (Usare in Word il tasto riferimenti > inserisci nota a piè di pagina).

. La redazione della bibliografia citata in nota deve avere questa successione, salvo le diverse e specifiche indicazioni riportate nell’Appendice che include  particolari  indicazioni per i diversi settori disciplinari ( vd. oltre):

 

  • autore: Nome e Cognome in Maiuscolo/minuscolo tondo seguito da virgola. Se gli autori sono più di uno, citarli tutti di seguito inframmezzati da virgola;
  • titolo: Maiuscolo/minuscolo sempre in corsivo, seguito da virgola;
  • Casa editrice, città e data, seguite dalla pagina cui si fa riferimento: Maiuscolo/minuscolo tondo inframezzate da virgole
  • Esempio: Giovanni Vigarello, Lo sporco e il pulito. L’igiene del corpo dal Medioevo a oggi, Marsilio, Venezia,1967, p. 173; 

 

  • la prima volta in cui compare, l’opera deve essere citata al completo; nel caso di testi già citati, va ripetuta l’iniziale puntata del nome dell’autore e il suo cognome, e al titolo abbreviato dell’opera si fanno seguire i tre puntini, la virgola e la sigla  cit.   in tondo. Esempio: G. Vigarello, Lo sporco e il pulito…, cit.,p. 173; nel caso in cui nella nota successiva viene citata la medesima opera si indica: Ivi, seguito dal numero di pagina; nel caso in cui sia proprio la stessa pagina si indica Ibidem.

 

7. Bibliografia

Tutti i riferimenti che compaiono nel testo dovranno essere elencati in ordine alfabetico (con indicazione del cognome e nome dell’autore), e in dettaglio, alla fine dell’elaborato, utilizzando uno dei due seguenti stili, a seconda del sistema di citazioni prescelto:

  1. Nel caso si sia scelto il sistema autore/data:
  • Libri:

FOUCAULT Michel (1975), Surveiller et punir. Naissance de la prison, Éditions Gallimard, Paris.

FOUCAULT Michel (2004a), Sécurité, territoire, population. Cours au Collège de France 1977-1978, Éditions Gallimard, Paris,

FOUCAULT Michel (2004b), Naissance de la biopolitique. Cours au Collège de France 1978-1979, Éditions Gallimard, Paris.  

SUTHERLAND Edwin H., CRESSEY Donald R. (1924), Criminology, J. B. Lippincott, Philadelphia.

  • Curatele:

HIRSCH Andrew, GARLAND David, WAKEFIELD Alison, a cura di (2000), Ethical and Social Perspectives on Situational Crime Prevention, Hart, Oxford.

  • Articoli contenuti in opere collettive:

BECK Ulrich (1994), The Reinvention of Politics: Towards a Theory of Reflexive Modernization, in BECK Ulrich, GIDDENS Anthony, LASH Scott, Reflexive modernization. Politics, tradition and aesthetics in modern social order, Polity Press, London, pp. 1-55.

  • Articoli in riviste cartacee:

SUTHERLAND Edwin H. (1945), Is 'White Collar Crime' Crime?, in “American Sociological Review”, X, 2, pp. 132-39.

  • Articoli in riviste telematiche:

ARRIGHI Giovanni (2001), Il matrimonio e la famiglia omosessuale in due recenti sentenze. Prime note in forma di soliloquio, in http://www.forumcostituzionale.it (visitato il 29/6/2018).

  1. Nel caso in cui si sia scelto il sistema delle note a piè di pagina, e di nuovo nell’Appendice che include indicazioni specifiche per i diversi settori disciplinari:
  • Libri:

Foucault, Michel, Surveiller et punir. Naissance de la prison,Gallimard,Paris, 1975.

  • Curatele:

HIRSCH Andrew, GARLAND David, WAKEFIELD Alison, a cura di, Ethical and Social Perspectives on Situational Crime Prevention, Hart, Oxford, 2000.

  • Articoli contenuti in opere collettive:

BECK Ulrich, The Reinvention of Politics: Towards a Theory of Reflexive Modernization, in BECK Ulrich, GIDDENS Anthony, LASH Scott, Reflexive modernization. Politics, tradition and aesthetics in modern social order, Polity Press, London, 1994, pp. 1-55.

  • Articoli in riviste cartacee:

SUTHERLAND Edwin H., Is 'White Collar Crime' Crime?, in “American Sociological Review”, X, 2, 1945, pp. 132-39.

  • Articoli in riviste telematiche:

ARRIGHI Giovanni, Il matrimonio e la famiglia omosessuale in due recenti sentenze. Prime note in forma di soliloquio, 2011, in http://www.forumcostituzionale.it (visitato il 29/6/2018).

N.B.: i capitoli di opere collettive e gli articoli contenuti in riviste cartacee devono sempre indicare le pagine iniziali e finali del capitolo o dell'articolo.

8. Plagio

Si rinvia alla nota antiplagio disponibile al seguente link sul sito del dipartimento:

https://www.uniba.it/ricerca/dipartimenti/scienze-politiche/didattica/laurearsi/ANTIPLAGIO.pdf/view


APPENDICE – INDICAZIONI SPECIFICHE PER DISCIPLINE

TESI DISCIPLINE ECONOMICHE, SOCIOLOGICHE, POLITOLOGICHE E STATISTICO-DEMOGRAFICHE

Le indicazioni di carattere generale presentate all’inizio del documento sono ovviamente valide anche per le tesi in materie economiche, in quelle sociologiche, politologiche e statistico-demografiche.

Un’avvertenza specifica riguarda invece l’utilizzo e la presentazione di dati, organizzati in figure e tabelle, nel testo. La presentazione di dati e la loro organizzazione in figure e tabelle prevede che queste ultime: (a) siano debitamente commentate nel testo, laddove inserite e (b) includano una didascalia che consenta di comprenderne il significato senza necessariamente dover leggere il contenuto del testo. Idealmente, figure e tabelle devono essere create ad-hoc dallo studente. Qualora si renda indispensabile utilizzare tabelle o figure riprese da altre pubblicazioni, è necessario citarne la fonte (anche se rielaborate).

Si riporta un elenco (non esaustivo) delle principali fonti di dati nazionali ed internazionali da consultare per la redazione della tesi:

 

Per maneggiare correttamente le fonti di dati sopra citate è preferibile disporre di conoscenze di base nell’utilizzo di fogli di calcolo (es. Excel).


TESI DISCIPLINE STORICHE

Per quanto attiene alle tesi da redigere in ambito storico, si segnalano alcune peculiarità. La prima, derivante dalla diversa e molteplice natura delle fonti, è relativa al ricorso alla notazione: dopo ogni citazione esplicita inclusa fra virgolette va sempre posta una nota che ne indichi con precisione la fonte. Come precedentemente specificato (vedi paragrafi 6 e 7), nel caso in cui la fonte sia un testo scritto, la nota va scritta facendo seguire nome e cognome dell'Autore dal titolo (in corsivo), dalle indicazioni sull'edizione comprensive dell'anno e dalle pagine citate. Se la fonte proviene dal web, al nome dell'Autore e al titolo, seguiranno l'url e la data dell'ultima consultazione. Le ridondanze verranno evitate con i classici artifici del caso, ricorrendo cioè forme convenzionali quali “Ibidem”, “Ivi”, o la citazione sintetica (nome, titolo e direttamente pagina) di testi già citati. Se la citazione non è breve, per maggiore chiarezza, si adotta il “fuori corpo” in luogo delle virgolette: testo staccato dal resto da un rigo vuoto a inizio e fine, con margine e corpo ristretto. Citazioni di fonti archivistiche sono poi frequenti non solo nelle tesi magistrali, ma anche in quelle triennali. In tal caso si procederà indicando nell'ordine: Istituto, sezione, fondo o serie interna, titolo (nel caso il testo ne sia provvisto), segnatura del volume, del fascicolo o della busta (ogni istituto ha un proprio sistema di collocazione del materiale).

 

TESI DISCIPLINE GIURIDICHE

Le indicazioni di carattere generale presentate all’inizio del documento sono valide anche per le tesi in materie giuridiche. Si prega di prestare particolare attenzione alla redazione delle note a piè pagina secondo i seguenti criteri

Citazioni in dottrina

Autore (maiuscoletto- iniziale puntata e cognome per esteso ), + Titolo (corsivo), editore, + luogo di pubblicazione, + anno di edizione, ( numero di edizione in numero romano) +pagine

Esempi:

  • M. Condinanzi, A. Lang, B. Nascimbene, Cittadinanza dell’Unione e libera circolazione delle persone, Milano, 2005, II ed.
  • A. Gambaro, R. Sacco, Sistemi giuridici comparati, in Trattato di diritto commerciale, Torino, 1996, p. 398 ss.
  • C. Maiorca, Introduzione alla dinamica giuridica, Camerino-Napoli, 1978, p. 102.
  • C. Morviducci, Verso una nuova Agenzia per i diritti umani, in Scritti in onore di Giorgio Badiali, I, Roma, 2007, p. 237 ss.
  • E.Triggiani, Spunti e riflessioni sull’Europa, Bari, 2015

 

Le citazioni in nota vanno riportate in ordine cronologico (dal meno recente al più recente) e, per quelle del medesimo anno, in ordine alfabetico. Quando nella stessa nota si citano più scritti dello stesso Autore, inserirli tutti di sèguito alla prima citazione anche se di anni successivi. Nel caso di citazione di atti, documenti, paper o riviste disponibili sul web, indicare come fonte l’home page (es.: www.sudineuropa.net) oppure inserire l’inciso “reperibile online”

Per le citazioni successive del medesimo Autore: in caso di una sola opera, utilizzare “op. cit.” (es.: N. Irti, op. cit., p. 45); in caso di più opere, troncare il titolo e inserire “cit.” (es.: E. Triggiani, La cittadinanza europea, cit., p. 438) Se vi sono più luoghi di edizione, indicare solo il primo

Per le opere collettanee o gli atti di convegno

Autore, + Titolo, + in + nome dell’ Editore (ed.), + opera, + volume (se ce n’è pie di uno),  + luogo di edizione, + anno, + prima pagina + pagina citata nel testo

Dopo l’Autore o gli Autori inserire tra parentesi l’indicazione “a cura di” o le corrispondenti espressioni, a seconda dei casi, in inglese (“ed.” o “eds.”), francese (“dir.” o “dirs.”), spagnolo (“dir.”, “dirs.”, “coord.”, “coords.”) e tedesco (“Hrsg.”).

Esempi:

  •  L. Daniele, Commento all’art. 26 TFUE, in A. Tizzano (a cura di), Trattati dell’Unione europea, Milano, 2014, II ed., p. 532 ss.
  • C. Heath, A. Kamperman Sanders (eds.), New Frontiers of Intellectual Property Law, Oxford, 2005.
  • L. Besselink, The European Union and the European Convention on Human Rights: From Sovereign Immunity in Bosphorus to Full Scrutiny Under the Reform Treaty?, in I. Boerefijn, J. Goldschmidt (eds.), Changing Perceptions of Sovereignty and Human Rights, Essays in Honour of Cees Flinterman, Antwerp, 2008, p.295 ss., p. 303.

 

Per gli articoli in Rivista

Autore, + Titolo , + in + nome della rivista , + anno , + prima pagina, + pagina citata nel testo

Se l’articolo è on line Autore, + Titolo , + reperibile www. ….(corsivo)

 I nomi di tutte le riviste vanno riportati sempre per esteso e in corsivo. Usare le maiuscole solo per la prima iniziale (es.: Rivista di diritto civile, Studi sull’integrazione europea),salvo per le riviste in lingua inglese ove tutte le iniziali vanno in maiuscolo (es.: Common Market Law Review).

Non indicare il numero del fascicolo (tranne nel caso in cui ogni fascicolo riprenda la numerazione da p. l)


Esempi:

  • E. Triggiani, Gli scenari del processo di ratifica, in Sud in Europa, 2005, n. 3, www.sudineuropa.net (oppure: reperibile online)
  •  S. Enchelmaier, No-One Slips Through the Net? Latest Developments, and Non-Developments, in the European Court of Justice’s Jurisprudence on Art. 230 (4) EC, in Yearbook of European Law, 2005, p. 173 ss.
  • W. Turpin, L ‘integration de la Charte des droits fondamentaux dans la Constitution europJenne, in Revue trimestrielle de droit européen, 2003, p. 615 ss.

 

Citazione delle fonti normative e giurisprudenziali

A) Gazzette ufficiali

Considerato che gli atti normativi sono facilmente accessibili online, non è necessario inserire il riferimento alle Gazzette ufficiali europee (GUCE, GUUE) o italiana (GURI)

B) Norme e atti

Per gli atti non indicati, utilizzare un criterio uniforme a quelli indicati di sèguito.

Esempi:

  • art. 45, par. 3, lettere e) e d) TFUE
  • art. 13, co. 2 c.p.
  • art. 11, parr. 2 e 3 TUE
  • 3° ‘considerando’ direttiva 2004/104
  • artt. 2043 e 2018 c.c.
  • regolamento (UE) n. 1286/2014 del 26 novembre 2014, relativo ai documenti contenenti le informazioni chiave per i prodotti d’investimento al dettaglio e assicurativi preassemblati
  • in sèguito: regolamento 1284/2014
  • direttiva 2014/104/UE del 26 novembre 2014 relativa a determinate norme che regolano le azioni per il risarcimento del danno ai sensi del diritto nazionale per violazioni delle disposizioni del diritto della concorrenza degli Stati membri e dell'Unione europea
  • in sèguito: direttiva 2011/104
  • proposta di direttiva del 13 maggio 2001, COM(2001)125 def. in sèguito: COM(2001) 125 def.
    libro verde della Commissione, del 9 febbraio 2000, Assistenza giudiziaria in materia civile: i problemi che si presentano al contendente transfrontaliero, COM(2000)51 def. in sèguito: COM(2000)51 def.
  • Legge 22 dicembre 2011, n. 214
  • DL 201/2011 convertito dalla Legge 22 dicembre 2011, n. 214, c.d. Riforma Fornero del 2011

 

C) Pronunce degli organi giudiziari

Utilizzare un criterio uniforme a quelli indicati di sèguito

Autorità giudiziaria, + data, + numero della sentenza, + Nome della parte c.Nome della, + para

Esempi:

  • Corte europea dei diritti dell’uomo (oppure Corte EDU), 2 giugno 1995, Monnell e Morris c. Regno Unito, par. 55
  • Corte di giustizia, 24 luglio 2003, causa C-280/00, Altmark, punto 10 in sèguito: sentenza Altmark
  • Corte di giustizia, 28 aprile 2011, causa C-61/l 1 PPU, EI Dridi, punto 56 in sèguito: sentenza El Dridi
  • conclusioni dell’Avvocato generale Tizzano dell’8 febbraio 2001, causa C-173/99, BECTU, punto 26 in sèguito: conclusioni BECTU.

NB Nel citare il numero delle cause riunite utilizzare una formula semplificata: (es.: cause riunite C-l87 e 385/01).

  • Corte di Cassazione, 11 gennaio 2006, n. 233, Lehoczky c. Cassa nazionale forense
  • Tribunale Roma,22 novembre 2016, Cece c. Casa di cura Pio XI
  • T.a.r. Lazio, sez. III, sez. III Roma, 3 gennaio2017, n. 62.
  • Corte di Cassazione, sezioni unite penali, 21 luglio 2016, n. 41432 OPPURE Cassazione penale, SS.UU., 30gennaio2007, n. 4615, Ramoci

Qualora si citino più sentenze rese tra le stesse parti nelle citazioni successive identificarle indicando il n. di causa e aggiungendo cit.

Utilizzare “ivi” quando si richiama Io stesso scritto, sentenza o documento citati nella nota precedente, ma con l’indicazione di una pagina differente.

Utilizzare “ibidemquando si richiama esattamente la stessa pagina dello scritto, sentenza o documento citati nella nota precedente.


TESI DISCIPLINE LINGUISTICHE

Le indicazioni di carattere generale presentate all’inizio del documento sono ovviamente valide anche per le tesi in materie linguistiche.

Si richiede di evitare grassetti e sottolineature, limitando l’uso del corsivo a eventuali termini stranieri presenti nel testo.

Le virgolette cambiano secondo le lingue: per la redazione della tesi in italiano e in inglese vanno utilizzate le virgolette “…”; per la redazione della tesi in francese vanno invece utilizzate le virgolette «…».

Le citazioni possono comparire all’interno del testo corrente (e in questo caso vanno fra virgolette). Se le citazioni sono lunghe al massimo tre righe, non vanno separate dal testo, ma sempre indicate tra virgolette e seguite, tra parentesi, dal cognome dell’autore e dall’anno di pubblicazione di ciò a cui si fa riferimento, da una virgola e dal numero di pagina. Se sono più lunghe di tre righe, costituiranno un capoverso autonomo preceduto e seguito da una riga vuota, in carattere minore e con margini rientrati rispetto ai capoversi normali; non saranno tra virgolette, ma saranno seguite, tra parentesi, dal cognome dell’autore e dall’anno di pubblicazione di ciò a cui si fa riferimento, da una virgola e dal numero di pagina.

Esempio:

… “elles correspondent à des énoncés complets, construits autour d’un prédicat, et mettent en jeu un lexique varié” (Tutin 2013, 36)

Tuttavia, è possibile riformulare il pensiero di un autore con parole proprie senza la citazione diretta tra virgolette. In ogni caso, però, va sempre indicato a chi si fa riferimento per evitare di commettere plagio. Esempio:

Come afferma Tutin (2013, 36), gli elementi ricorrenti di un testo possono far riferimento anche a enunciati completi che si servono di un lessico particolare.

Per quanto riguarda i riferimenti bibliografici, vi sono criteri diversi per le tesi di francese e di inglese.

  1. Per la stesura della tesi di francese, i riferimenti bibliografici completi vanno posti alla fine del testo, nella sezione dedicata alla bibliografia/sitografia. L’indicazione dell’autore è con iniziale puntata del nome e con il cognome per esteso; l’indicazione dell’autore termina con una virgola. Segue il titolo, in corsivo, alla fine del quale si scrive una virgola. Dopo autore e titolo devono essere indicate sempre: la casa editrice, seguita da una virgola, il luogo di pubblicazione e subito dopo, senza virgola, la data di pubblicazione. Esempio:

 

H. Weinrich, Tempus. Le funzioni dei tempi nel testo, Il Mulino, Bologna 1974.

 Con due autori:

D.H. Sperber – D. Wilson, Relevance, Blackwell, Oxford 1986.

Se si cita un articolo in volume collettaneo, per il volume, si indichi il/i curatore/i dopo il titolo del volume e si scriva l’iniziale del nome, il cognome per esteso, seguito da “a cura di” (tesi in italiano)/ “éd.” (tesi in francese).

Esempio:

A. Delta, Note sull’alfabeto glagolitico quadrato, in Sistemi di scrittura a confronto, F. Verdi – G. Negri a cura di/ éd., Vita e Pensiero, Milano 1980, pp. 345-354.

Se un volume fa parte di una collana, questa va indicata dopo la data di pubblicazione: fra parentesi si pone il titolo della collana, seguito da virgola e dal numero progressivo entro la collana.

Esempio:

G. Berruto, Definizioni del morfema, in Linguistica italiana d’oggi, A. Sobrero a cura di/ éd., Bulzoni, Roma 1990, pp. 34-45. 

In caso di articolo in una rivista, si indica la denominazione della rivista fra virgolette e in carattere normale; segue l’annata in numeri arabi, poi l’anno di edizione, infine le pagine. Se esiste anche una numerazione dei fascicoli, la si indica in numeri arabi e la si pone dopo l’anno di edizione.

Esempio:

R.S. Wells, Immediate constituents, “Language”, 23, 1947, 20, pp. 81-117. 

Per le citazioni dal Web, indicare l’url completa, seguita dalla data dell’ultima consultazione nella forma seguente: ultima consultazione 12 ottobre 2014 (tesi in italiano)/dernière consultation le 12 octobre 2014 (tesi in francese).

  1. Per la stesura della tesi di inglese, i riferimenti bibliografici completi vanno posti alla fine del testo, nella sezione dedicata alla bibliografia/sitografia. L’indicazione dell’autore è composta dal cognome seguito dall’iniziale del nome,  dall’anno di pubblicazione e dalla virgola, dal titolo, scritto in corsivo e seguito da virgola. Dopo autore, anno e titolo segue la città seguita da virgola, e la casa editrice.

 

Esempio:

 

Bauman Z. 2016, Strangers at our Door, Cambridge, Polity Press.

Con due autori:

Lakoff G. and M. Johnson, 1980, Metaphors we live by, Chicago, Chicago Press.

Se si cita un articolo in volume, si indica prima il titolo dell’articolo in tondo, seguito dalla virgola e dai nomi dei curatori (eds.); (nel caso vi sia un  secondo autore si scrive prima l’iniziale del nome e poi il cognome), seguiti sempre da virgola e dal titolo del volume in corsivo, seguito da virgola e città, da virgola e casa editrice, da virgola e numero di pagine.

Esempio:

Chilton P. and C. Schäffner, 2002, Introduction: themes and principles in the analysis of political discourse, in P. Chilton and C. Schäffner (eds.), Politics as Talk and Text: Analytical Approaches to Political Discourse, Amsterdam, John Benjamins, pp. 1-41.  

In caso di articolo in una rivista, dopo il nome dell’autore e l’anno, si scrive prima il titolo dell’articolo in tondo, seguito dal titolo della rivista e dal numero della rivista, infine le pagine.

Esempio:

Milizia D. 2014, In, out, or half way? The European attitude in the speeches of British leaders, Lingue e Linguaggi 11, pp. 157-175.

Nel caso di articoli reperiti on line, indicare i nomi dell’autore/autori, anno di pubblicazione, titolo in tondo, url completa preceduta da “available at”, seguita dall’ultima data di accesso.

Esempio:

Brabeck K.M. and M.R. Gunzman, 2008, Frequency and perceived effectiveness of strategies to survive abuse employed by battered Mexican-origin women. Available at http://digitalcommons. ric.edu/facultypublications/259: last accessed March 2012.

Per le citazioni dal Web, indicare l’URL completa, seguita dalla data dell’ultima consultazione.

Esempio:

https://www.youtube.com/watch?v=aWa3T_6FNOQ, last accessed May 2018.

 

Testo approvato nella seduta del Consiglio di Dipartimento del 24 settembre 2018.

Le presenti disposizioni saranno praticate a decorrere dalla sessione di luglio 2019.

Pubblicato il: 30/10/2018  Ultima modifica: 02/08/2019
Inizio lezioni I semestre a.a. 2020 - 2021


Le lezioni del I semestre dell'anno accademico 2020 - 2021 dei Corsi di Studio del Dipartimento di Scienze politiche, inizieranno lunedì 5 ottobre 2020.

Maggiori notizie saranno pubblicate su questa pagina


Coronavirus: Decreto Rettorale n. 772 - 10 marzo 2020; ----- DPCM "#iorestoacasa" del 9 marzo 2020 --- DPCM dell'1.04.2020 --- DPCM del 10/04/2020

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Non sarà consentito, fino a nuovo avviso, l’accesso degli studenti agli uffici, biblioteche, sale di lettura, sale di studio, laboratori e ogni altro spazio adibito allo svolgimento delle attività curriculari.

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